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Tecnologia e personalità: come il web influenza lo sviluppo dei giovani

Parlare con i giovani è il modo migliore per informarsi e conoscere meglio la loro percezione dei possibili rischi e vantaggi a cui si sottopongono utilizzando internet attraverso i vari dispositivi. Gli adolescenti di oggi appartengono alla cosiddetta i-Generation (altrimenti conosciuta come Generazione Z), che comprende i nati dalla metà degli anni Novanta fino al 2010. Questi ragazzi si muovono con dimestichezza su una serie di nuovi schermi (cellulare, consolle e così via) online e offline. La loro scioltezza è tale che essi non usano la rete, bensì la vivono (Livingstone, 2009), passando con disinvoltura da dentro a fuori e rendendo il confine fra i due mondi molto fluido, tanto che molti eventi che accadono in rete hanno una forte ricaduta anche nella loro vita reale.
immagine: tecnologia e personalità - i-generation / credits: rawpixel.com

Come usano i media digitali gli adolescenti in Europa?

L’Istituto MEDIAPPRO ha condotto nel 2004 una ricerca internazionale sull’uso dei media digitali fra i ragazzi dai 12 ai 18 anni in 10 Paesi europei, rivelando che:

  • il 90% dei giovani fa un uso abituale di internet per fare delle ricerche, guardare la posta elettronica o ascoltare la musica;
  • riguardo ai rischi di incontri con sconosciuti, il 47% di loro dichiara che non si intratterrebbe mai in rete con qualcuno di cui non conosca almeno parzialmente l’identità, dimostrando una certa percezione del potenziale pericolo insito nel web. La percentuale di rischio in Italia è ancora più bassa rispetto agli altri paesi a causa dei controlli più rigidi da parte dei genitori, restrizioni che però vengono pagate dai nostri giovani in termini di facilità d’accesso all’utilizzo del web (Mascheroni, 2012).

immagine: tecnologia e personalità - giovani europei e media digitali / credits: Gaelle Marcel

Gli effetti positivi del web sulla personalità: rafforzamento dell’identità e decision making

Non c’è alcun dubbio sul fatto che i vantaggi connessi a un uso adeguato di internet siano molteplici ed evidenti: con i motori di ricerca abbiamo immediatamente sottomano una quantità inimmaginabile di informazioni, possiamo fare ricerche e approfondimenti senza muoverci da casa rintracciando tutto il materiale che ci serve, pubblicizzare prodotti e servizi a costi accessibili; attraverso i social network manteniamo rapporti con persone anche fisicamente lontane, ritroviamo vecchie amicizie e restiamo informati su persone a cui teniamo anche dopo tanti anni, contattiamo persone altrimenti irraggiungibili; possiamo, inoltre, tenere un diario, esprimere considerazioni, crearci addirittura un lavoro su piattaforme dedicate.
Dalla compravendita online al blogging professionale, il web sembra premiare le buone idee: non necessariamente le più intelligenti, ma certamente quelle che riescono a individuare i temi caldi del momento e catturare l’interesse degli utenti. L’opportunità di mettersi in gioco pubblicamente, sperimentando la forza delle proprie convinzioni con un confronto indiretto, costituisce anche una forte spinta al rafforzamento della propria identità. Inoltre, sebbene non sia ancora stato confermato dalle ricerche, sembrerebbe che la rapidità con cui i giovani si muovono attraverso i dispositivi sia anche un fattore di potenziamento del processo decisionale (o decision making).
immagine: tecnologia e personalità - rafforzamento identità / credits: Clem Onojeghuo

Gli aspetti negativi: scarsa conoscenza e gestione emotiva, di sé e degli altri

Accanto a tutte queste meraviglie, la rete paga il prezzo della sua rapida evoluzione: a tanta velocità di sviluppo, l’uomo tecnologico non è stato in grado di far corrispondere un’adeguata conoscenza del settore e si è trovato impreparato di fronte a sviluppi non previsti: il presidente di Facebook, Mark Zuckerberg, ha affermato di non aver previsto il clamoroso successo del suo Facebook al momento della sua creazione e recentemente il co-fondatore di Twitter ha espresso grande rammarico per gli insulti e gli atteggiamenti violenti che viaggiano sul social grazie all’uso distorto della possibilità di esprimersi liberamente, garantita a qualsiasi utente abbia un account. Internet risulta un mondo poco gestito, in cui mancano regole condivise e con pochi strumenti mirati a contenere fenomeni che possono avere gravi ricadute nella vita reale delle persone. I pericoli della rete possono provenire da contatti:

  • esterni (soggetti privi di scrupoli che insultano, pretendono, minacciano, fingono, manipolano e non sono facilmente identificabili)
  • interni, cioè ragazzi stessi che a volte utilizzano in maniera disfunzionale la loro naturale propensione alla ricerca di sfide sempre nuove, a discapito della loro crescita personale e dello sviluppo delle competenze sociali. Infatti l’uso quasi esclusivo dei dispositivi e dei social per comunicare inibirebbe la capacità di conoscere e gestire le proprie emozioni (Sproull e Kiesler, 1986) soprattutto nei seguenti ambiti:
  1. capacità di autoregolazione emotiva;
  2. capacità di riconoscere le proprie emozioni e saperle contestualizzare;
  3. capacità di lettura delle emozioni altrui con conseguenti comportamenti inadeguati.
Se è vero che i social sono comunque un modo per restare in contatto e avere numerose interazioni, è però innegabile che tutto l’aspetto non verbale e paraverbale della comunicazione, così importante nel dialogo faccia a faccia, viene cancellato, ostacolando il riconoscimento chiaro della reazione dell’interlocutore e quindi la conoscenza emotiva dell’altro.
Un altro problema che sta emergendo, sebbene non sia stato ancora sufficientemente indagato, sembrerebbe derivare da una iniziale opportunità: la facilità di reperimento e la molteplicità delle informazioni ridurrebbero la capacità di concentrazione e di tolleranza dell’attesa. Il continuo passaggio da un dispositivo all’altro o da una notizia a un’altra più recente non aiuta il giovane a imparare a gestire l’incertezza, né a fermarsi di fronte all’assenza di risposte; attraverso i feedback immediati (come simboli e commenti espliciti sotto i post) non può imparare ad allontanare la ricerca di gratificazione; l’aspetto pubblico di molti eventi in rete non gli insegna a elaborare eventuali frustrazioni, percorso che richiede un momento di chiusura e riflessione personale lontano dai riflettori.
immagine: tecnologia e personalità - feedback social / credits: Marina del Castell
Il compito di proteggere questa nuova generazione passa per due punti fondamentali: comprendere che significato abbia la rete per i giovani e tenere presenti le naturali motivazioni che portano l’adolescente a progredire verso lo status di adulto, assumendo un atteggiamento volto a stimolare lo sviluppo dell’agentività dell’adolescente, cioè la consapevolezza di poter assumere responsabilmente il controllo della propria vita; questo anche attraverso un uso consapevole di internet, che gli permetta di scoprire modalità funzionali al conseguimento di tali scopi evolutivi.

Ti interessa capire come gestire nel modo migliore emozioni e rapporti al di fuori della rete? Parliamone insieme.