Il potere della mindfulness per curare i problemi d’insonnia

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Esistono diversi tipi di problemi del sonno: dalla difficoltà nell’addormentarsi al risveglio precoce, al sonno cosiddetto “intermittente”, ossia disturbato da lunghi tempi di veglia. La maggior parte di essi ha un filo conduttore: il rimuginìo, un racconto mentale costante e ininterrotto che ci impedisce di rilassarci e scivolare serenamente nel riposo ristoratore. Questi pensieri possono riguardare i programmi per il giorno dopo, qualcosa che ci è accaduto durante la giornata, oppure il timore stesso di non riuscire a dormire.
mindfulness - disturbi del sonno
mindfulness - disturbi del sonno (Benjamin Combs)
Come è facile intuire, è in età adulta che l’insonnia si manifesta più frequentemente, cioè quando siamo tendenzialmente più carichi di responsabilità, impegni, doveri ecc.
La nostra mente può essere allenata a risolvere questi problemi attraverso una tecnica meditativa chiamata mindfulness.

Come funziona la mindfulness?

Questo tipo di meditazione insegna a gestire lo stress attraverso la creazione di uno spazio dove far emergere spontaneamente uno stato mentale che porta a distaccarsi dai contenuti del pensiero, per diventare puri osservatori della propria attività mentale nel presente: concentrarci sul nostro respiro, sul nostro corpo, sulle nostre sensazioni interiori sono tutti esercizi che catturano la nostra attenzione, impedendo alla mente di elaborare pensieri negativi o esprimere giudizi su noi stessi.

Si tratta, in parole povere, di essere presenti a se stessi nel singolo momento, di avere la piena consapevolezza di sé qui e ora, accogliendo il presente con il suo carico di emozioni, percezioni negative ecc. come una parte del percorso da compiere durante la nostra esistenza.

mindfulness - come funziona
mindfulness - come funziona (Ashley Batz)

Le evidenze scientifiche

Uno studio condotto a Los Angeles su un campione di 49 persone con un’età media di 66 anni ha dimostrato una riduzione di depressione, stanchezza fisica e fatica nei soggetti che praticano la mindfulness maggiore rispetto a quelli che mettono in pratica l’igiene del sonno.
Per quanto riguarda ansia e stress, invece, mindfulness e igiene del sonno danno gli stessi risultati positivi.

Cos’è l’igiene del sonno? Si tratta di accorgimenti quotidiani che puntano alla regolarizzazione del sonno, per contrastare l’insonnia e garantire anche a chi dorme poche ore una buona qualità del riposo (Vuoi provare a metterli in pratica? Ecco l’elenco pubblicato da Focus).

La mindfulness può quindi indicare una strada alternativa ai metodi più comuni per l’uomo occidentale del XXI secolo di rapportarsi alle difficoltà con cui tutti i giorni si trova a combattere; infatti i farmaci (ansiolitici e ipnoinducenti) possono indurre dipendenza e sono un rimedio temporaneo, da assumere solo dietro prescrizione medica. La sua efficacia è un dato oggettivo: le risonanze magnetiche effettuate sul cervello di soggetti che la praticano con costanza hanno rilevato dei cambiamenti fisici della struttura cerebrale, tra cui un aumento di volume di aree (materia grigia nella corteccia orbo-frontale destra e ippocampo destro) che regolano le emozioni e le reazioni. Un segno tangibile di miglioramento psicologico. 
mindfulness - controllare emozioni e reazioni
mindfulness - controllare emozioni e reazioni (Yanko Peyankov)
Ma c’è di più: attraverso la meditazione non ci concentreremmo più sulla cura delle conseguenze (insonnia e rimuginìo), bensì potremmo raggiungere una stabilità emotiva che ci consentirebbe di focalizzarci sul momento attuale; imparare ad accettare con serenità e distacco problemi e questioni di poco conto e ridurre a priori il carico di ansia, depressione e altri stati d’animo negativi generati dall’attività cerebrale, nemici del riposo notturno e del nostro benessere psicofisico in generale.

Soffri di stress e insonnia? Parliamone insieme.